La Lunigiana a casa tua – sociali al tempo del coronavirus 41-50


La Lunigiana a casa tua continua!
L’emergenza Coronavirus che il nostro paese sta vivendo ci impone di fermarci e rimanere a casa, ma la nostra passione per la Lunigiana è sempre viva!
Per questo abbiamo pensato di portare ogni giorno un pezzo del nostro territorio a casa di ciascuno di voi , attraverso una serie di brevi testi divulgativi curati dalle nostre guide turistiche e ambientali.
In questo articolo troverete la raccolta delle puntate quotidiane da 20 in avanti, pubblicate quotidianamente sui nostri social networks.  Seguiteci ogni giorno su Facebook e Instagram!

 

#41 MONTI E LA PIEVE DI VENELIA

Ai piedi del “Monte di San Simone” su cui sorge il Castello si trova la località “Venelia”, abitata fin dall’epoca preistorica e così chiamata in epoca romana. In quest’area sono stati rinvenuti reperti di epoche diverse: non solo Statue Stele, ma anche oggetti d’uso quotidiano di epoca classica, come ceramiche e vasellame domestico. In seguito il luogo, per la sua strategicità, diventa sede di un’importante Pieve dedicata a Santa Maria. Oggi l’edificio romanico di Monti, dedicato a Santa Maria Assunta, porta i segni della trasformazione barocca: l’originale edificio a tre navate, orientato tradizionalmente est-ovest, viene ruotato in direzione nord-sud nel XVIII secolo ed è ridecorato in stile barocco. A ricordarci l’antica pieve, originaria del X secolo e citata nel 998 dal marchese Oberto II, resta soltanto l’abside romanico ancora visibile sulla parete orientale.

Foto: Matilde Ferrari

Lunigiana at your home #41 MONTI AND VENELIA PARISH CHURCH

At the foot of “San Simone Mount”, where the Castle stands, there is the place “Venelia”, inhabited from the prehistoric period and named in this way during the Roman Age. In this area finds of different epochs were discovered: not only Stele Statues, but also daily objects of the Classic  period, as ceramics and crockery. Then, the place, for its strategic position, became the seat of an important Parish Church dedicated to Saint Mary. Nowadays the Romanesque building in Monti, dedicated to Saint Mary of the Assumption, shows the Baroque transformation: the original building with three aisles, traditionally facing East-West, was changed facing North-South in 18th century and decorated in a Baroque style. Only the Romanesque apse, you can see in the eastern wall, dates back to the ancient church of 10th century and mentioned in 998 by the Marquis Oberto the Second.


#42 LA VIA VANDELLI

La Via Vandelli fu costruita a metà del Settecento dagli Estensi, per collegare Modena con il Ducato di Massa e Carrara attraverso le Alpi Apuane.
L’opera, promossa da Francesco III d’Este dopo il matrimonio tra il figlio Ercole Rinaldo e Maria Teresa Cybo-Malaspina, avrebbe consentito al Ducato estense un’unità territoriale più ampia e uno sbocco sul mare Tirreno. L’incarico di progettare ed eseguire i lavori fu affidato all’abate Domenico Vandelli, uomo di profonda cultura. Fin dal principio il lavoro di Vandelli fu arduo per via delle numerose richieste del Duca Francesco: la strada avrebbe dovuto consentire il transito di carri pesanti, utili per il trasporto dei marmi di Carrara, e avrebbe dovuto attraversare solamente le terre ducali senza collegarsi ai percorsi dello Stato lucchese e del Granducato di Toscana. I molti vincoli imposero al progettista una nuova metodologia rivolta alla realizzazione delle carte topografiche ed ideò il “sistema delle curve di livello”, chiamate in suo onore “Isoipsae Vandellis”, elementi lineari che uniscono i punti di una stessa quota, permettendo di rappresentare l’altimetria su una superficie piana.
Oggi questo itinerario rappresenta un interessante trekking storico-naturalistico attraverso il Parco Regionale delle Alpi Apuane e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.

Foto: Daniele Mastorci

Lunigiana at your home #42 VIA VANDELLI

Via Vandelli was built in the half of 18th century by the Estensi family, to link Modena with the Duchy of Massa and Carrara through the Apuan Alps.

This work, promoted by Francesco III d’Este after the wedding between his son Ercole Rinaldo and Maria Teresa Cybo Malaspina, was great because the Duchy of the Estensi family wanted a wider territory and a coastal outlet (Mar Tirreno). The task to project and execute the works was entrusted to the abbot Domenico  Vandelli, a man of great culture. From the beginning Vandelli work was difficult because of the numerous demands of the Duke Francesco: the road had to be used by wagons to transport Carrara marbles and had to go across the ducal lands only. For this reason the planner introduced a new methodology to create maps and he invented the “system of isohypses” named in his honour “Isoipsae Vandellis”, lines which join points which have the same altitude, this allows to represent the altimetry on a flat surface.

Now this itinerary represents an interesting historical- naturalistic trekking through the Regional Park of the Apuan Alps and the Tuscan Emilian Apennine National Park.


#43 PIEVE DI CODIPONTE

La Pieve di Codiponte è dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano ed è attestata fin dall’VIII secolo. L’attuale chiesa risale al periodo Romanico, prendendo il posto del precedente edificio altomedievale: il gusto romanico è riscontrabile nella facciata “a salienti” in arenaria, che presenta due contrafforti ad indicare la divisione interna delle navate. Come richiama il toponimo, si trova “a capo di un ponte” nei pressi di un attraversamento del Torrente Aulella, un luogo strategico per il collegamento della Lunigiana con la Garfagnana.
All’interno, interessanti capitelli scolpiti riportano la tipica iconografia bestiaria medievale lunigianese. Di grande interesse il Trittico del Maestro di Montefoscoli, che raffigura la storia del Volto Santo lucchese, secondo la tradizione rinvenuto a Luni. In origine, l’area della Pieve era fortificata: si attesta la presenza di una casa torre e di una torre di avvistamento situata al posto dell’abside destra.
Foto: Bernardo Ricci Armani

Lunigiana at your home #43 CODIPONTE PARISH CHURCH

Codiponte Parish Church is dedicated to the Saints Cornelio and Cipriano and it has known since 8th century. The present church dates back to the Romanesque period, the previous building was Early Medieval: the Romanesque features are in the sandstone façade, which has two buttresses to show the internal division of the aisles. As the name reminds, the church is near a bridge which crosses Aulella stream, a strategic place for the connection between Lunigiana and Garfagnana.
Inside, interesting sculpted capitals represent the typical medieval bestiary iconography of Lunigiana. The Triptych of Montefoscoli Master depicts the story of the Holy Face of Lucca, found in Luni according to the tradition.    
In the past, the area of the Parish Church was fortified: there was a tower house and a watch tower instead of the right apse.


#44 IL FIUME MAGRA

La Lunigiana è una terra ricca di acque, che scendono dai monti che la circondano e confluiscono a valle nella vera spina dorsale di questo territorio: il fiume Magra.
La sorgente del Magra si trova nell’Appennino pontremolese a 1200 m. s.l.m circa, tra i monti Tavola e Borgognone. Inizialmente ha un regime torrentizio, nell’area della Valdantena è conosciuto infatti come Magriola. Il primo affluente di grossa portata è il torrente Verde, che incontra il Magra alla fine dell’abitato di Pontremoli. Procedendo verso il mare, il fiume Magra ha creato una pianura alluvionale ricca di biodiversità, tutelata nelle Aree Naturali Protette dei Comuni di Filattiera, Licciana Nardi e Tresana.
Il legame tra il fiume e il suo territorio è stato fondamentale, non solo per la sopravvivenza dei lunigianesi nel corso dei millenni, ma anche per la sua importanza simbolica: il Magra ha rappresentato per secoli il confine politico tra i territorio dei Malaspina dello Spino Secco, alloggiati sulla sponda destra, e quelli dei Malaspina dello Spino Fiorito, sulla sinistra, con l’unica eccezione del feudo di Villafranca in Lunigiana, assegnato agli Spino Secco.
Conoscete tutti gli affluenti di questo fiume?
Foto: Farfalle in Cammino, Lunigiana World

Lunigiana at your home #44 MAGRA RIVER

Lunigiana is a land rich in water which goes down from the mountains and reaches the valley where it flows into the true spine of this territory: the Magra river. Magra source is in the Apennine at about 1200 metres above the sea level, between the mounts Tavola and Borgognone.  At the beginning, it has a torrential regime, in the Valdantena area it is known as Magriola (little river). The first affluent with a big discharge is Verde stream, which meets the Magra at the end of Pontremoli village. Continuing towards the sea, the Magra river formed an alluvial plain rich in biodiversity, safeguarded in the Protected Natural Areas of Filattiera, Licciana Nardi and Tresana Communes. The link between the river and its territory was essential, not only for the survival of the inhabitants of Lunigiana over thousands of years, but also for its symbolic importance: Magra represented for centuries the political border among the lands of the Malaspina family of the Dry Thorn (Spino Secco) along the right bank and the territories of the Malaspina of the Flowered Thorn (Spino Fiorito), along the left bank, with the only exception of the feud of Villafranca in Lunigiana, which was on the left bank of the river, but it belonged to the Dry Thorn.


#45 BAITA TIFONI

Nell’aprile 1988 il CAI di Pontremoli decide di costruire un rifugio-bivacco in località “Capanne della Rossa” quota mt. 1350, catena dell’Orsaro; con lo scopo di coprire la zona con un punto di sicuro riparo per quanti si trovassero in difficoltà specialmente nel periodo invernale e di onorare la memoria del Maestro Giulio Tifoni, socio Cai, insegnante che per anni ha educato i giovani lunigianesi all’amore per la natura e la montagna.
La ristrutturazione è stata realizzata da artigiani specializzati nel recupero edilizio di vecchi edifici e da volontari, utilizzando quasi esclusivamente materiali reperiti in loco (pietre, piagne per la copertura e la pavimentazione).
In data 07 ottobre 1990 è stato inaugurato il rifugio-bivacco “Giulio Tifoni”, oggi classificato dal CAI come punto di appoggio, sempre aperto.

Lunigiana at your home #45 TIFONI REFUGE

In April 1988, CAI (Italian alpine club) of Pontremoli decided to build a refuge-bivouac in the place “Capanne della Rossa”, at 1350 metres above the sea level. The aim was to cover the area with a shelter for people who were in difficulties especially in the winter and honour the memory of Giulio Tifoni, member of  the alpine club and a teacher, who for years taught to the young people of Lunigiana the love for nature and the mountains. The restoration was made by qualified artisans and volunteers, who used almost exclusively raw materials found on site (stones for the floors and the covering). On 7th October 1990 the refuge-bivouac “Giulio Tifoni” was inaugurated, nowadays it was classified by the alpine club as a place of support, always open.


#46 FESTA DELLA LIBERAZIONE. MERIZZO, LA COLLINA ROSSA

La Lunigiana è stata retrovia, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, della Linea Gotica. Per questo in Lunigiana, dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, cominciarono ad organizzarsi i primi nuclei di partigiani, giovani donne e uomini disposti a sacrificare la propria vita nella lotta di Liberazione nazionale. Nella zona tra Villafranca, Bagnone e Licciana operò, tra il maggio e il giugno del 1944 la Brigata 37 B, guidata dal comunista sarzanese Ernesto Parducci, che sarà scompaginata dai rastrellamenti dei primi di luglio ’44 in quella zona. A questa succede nell’autunno la Brigata Garibaldi “Leone Borrini” che prende il nome dall’antifascista lunigianese caduto nella guerra civile spagnola. Tra i fondatori si ricordano Edoardo Bassignani, conosciuto con il nome di “Ebio”, già confinato politico ed altri antifascisti di Merizzo, frazione del comune di Villafranca in Lunigiana. Nel gennaio del 1945, a pochi mesi dalla Liberazione, gli uomini della Borrini si impegnarono ad ostacolare l’attività dei reparti delle forze occupanti ed il traffico sulla Cisa, ma un reparto della Monterosa, giunto nel paese di Collesino s’impadronì di tutti i documenti della formazione. Ebio cadde in un’imboscata il 3 febbraio 1945, non potendo così assistere alla fine della guerra e alla liberazione.
Ancora oggi il territorio di Merizzo, conosciuto con il nome di “Collina Rossa”, ha segni evidenti della sua recente storia fatta di riscatto e anelito di libertà.
Fonti e foto: Istituto Storico della Resistenza Apuana – www.resistenzaapuana.it e Lunigiana World

Lunigiana at your home #46 MERIZZO: THE RED HILL

Lunigiana was backline of the Gothic line during the Second World War. For this reason in Lunigiana, after the armistice of 8th September 1943, the first partisans groups were born, young women and men who were ready to  sacrifice their own life in the fight of national Liberation. Between May and June 1944 the Brigade 37B led by the communist Ernesto Parducci (who came from Sarzana,in Liguria, not far from Lunigiana) operated in the area among Villafranca, Bagnone and Licciana, but it was object of the mopping up of the first days of July 1944 in that area. In Autumn this Brigade is replaced by Leone Borrini Garibaldi Brigade which takes the name from the antifascist , who died in the Spanish civil war. Among the founders there were Edoardo Bassignani, known with the name Ebio, who was a political internee and other antifascists of Merizzo, a place in the Commune of Villafranca in Lunigiana. In January 1945, a few months before the  Liberation, men of the Borrini Brigade interfered with the activities of the detachments and with the traffic of the Cisa Pass, but a detachment, arrived in Collesino village (near Bagnone), took possession of all documents of the formation. Ebio fell into an ambush on 3rd February 1945 and so he could not be present at the end of the war and at the liberation.
Still now Merizzo territory, known with the name Red Hill has evident marks of its recent history of  redemption and freedom. 


#47 IL PONTE DEI CHIOSI

Luogo prediletto per gli innamorati pontremolesi, questo romantico ponte coperto da una cappelletta rosa attraversa il Torrente Verde per collegare l’ingresso della Tenuta dei Chiosi con Villa Dosi Delfini. Per chi arriva dal borgo, il ponte incornicia l’ingresso monumentale della Villa creando un’affascinante gioco prospettico tipicamente barocco. Allo stesso modo, per il visitatore della Villa che getta lo sguardo verso l’esterno, il ponte rimane un importante punto di riferimento visivo. All’interno della cappelletta del ponte, un’iscrizione su una lapide marmorea ricorda il momento della sua costruzione: la struttura è datata 1705 e fu voluta da Carlo Dosi, committente e proprietario della Villa, ad uso “suo e dei suoi eredi”, come riporta la dicitura latina. Sul lato opposto, su un bassorilievo marmoreo è raffigurata la Vergine Maria ancora bambina, tenuta per mano dai genitori Gioacchino ed Anna (oggi, sul ponte è presente solo una copia: l’originale è conservato nei giardini della Villa).
Il ponte è stato restaurato negli ultimi anni dall’attuale proprietario della Villa, Nicolò Dosi Delfini.
Per maggiori informazioni, visita il sito www.villadosidelfini.it

Lunigiana at your home #47 CHIOSI BRIDGE

Favourite place for the lovers of Pontremoli, this romantic bridge covered by a little pink chapel crosses Verde Stream and connects the Chiosi Property with Villa Dosi Delfini. For people who come from the village, the bridge frames the monumental entrance of the Villa and creates a typically Baroque charming prospective game. In the same way, for the visitor of the mansion who look outside, the bridge is an important reference point. Inside the small chapel of the bridge, an inscription  on a marble plaque reminds its building period: it dates back to 1705 and the client was Carlo Dosi, the owner of the Villa, he wanted the building of this bridge for “himself and his heirs”, as written in the Latin inscription. On the opposite side, on a marble bas-relief the Virgin Mary is represented as a child with her parents Gioacchino and Anna (now, in the chapel there is only a copy: the original is in the gardens of the Villa). The bridge was restored in the last years by the current owner of the Villa, Nicolò Dosi Delfini.


#48 LA FORESTA DEL BRATTELLO

Ubicata presso l’omonimo Passo che collega Emilia e Toscana, i Comuni di Pontremoli e Borgotaro, occupa una superficie di 322 ettari , tutti nel Comune di Pontremoli. L’intera area è patrimonio indisponibile della Regione Toscana ed è gestita con delega dall’Unione di Comuni Montana Lunigiana. La Foresta del Brattello, a cavallo dello spartiacque tosco-emiliano, con andamento prevalente sud-ovest – nord-est, si estende tra il passo omonimo e il Passo del Borgallo tra le quote di 900 e 1125 (M.te Cucco) m s.l.m. E’ presente una rete capillare di percorsi segnalati che coprono l’intera superficie del complesso forestale. La Foresta è anche interessata da un tracciato che collega la rete sentieristica dell’alta Via dei Monti Liguri (A.V.) con quella relativa alla Grande Escursione Appenninica (G.E.A.). Sono presenti tre aree di sosta attrezzate con tavoli e panche ed un bivacco sempre aperto senza riscaldamento in loc. Prati del Rì.
Fonte: Unione dei Comuni Montani della Lunigiana
Foto: Lunigiana World

Lunigiana at your home #48 BRATTELLO FOREST

Brattello Forest is located on the Pass with has got the same name, which links the region Emilia Romagna with Tuscany, the Communes of Pontremoli and Borgotaro and it has got a surface of 322 hectares, all the area is in the Commune of Pontremoli. (The whole zone is a non-available asset of Tuscany Region and it is managed  with a proxy by the Union of Municipalities of Lunigiana). Brattello Forest extends in the South-West and in the North-East between the Bratello Pass and Borgallo Pass between 900 and 1125 meters above the sea level. There are a lot of marked routes which cover the whole surface of the forest. There is also a traced route which links the paths of the alta Via (high Way) dei Monti Liguri and the paths of the Apennines (Great Apennine Excursion). There are three equipped rest areas with tables and forms and a bivouac always open without heating in the place Prati del Rì. 


#49 IL VOLTO SANTO IN LUNIGIANA

La Lunigiana è collegata a Lucca dalla cosiddetta Via del Volto Santo, un pellegrinaggio storico che ripercorre il tragitto del celebre crocifisso Lucchese, rinvenuto nel porto di Luni nell’VIII secolo. Secondo la tradizione, il solenne crocifisso fu rinvenuto dai Vescovi di Luni e Lucca insieme ad una ampolla contente il Preziosissimo Sangue di Cristo, ancora oggi venerata e conservata nella Cattedrale di Sarzana. La Croce, che si dice scolpita dallo stesso Nicodemo, fu trasportata a Lucca attraverso le montagne, per evitare le vie lungo la costa, all’epoca troppo pericolose.
Lungo questo percorso, anche in Lunigiana, si trovano molteplici rappresentazioni di questa sacra reliquia. Nella chiesa di San Giovanni Battista a Dobbiana, nel Comune di Filattiera, si conserva un crocifisso ligneo che replica le fogge di quello lucchese. Nella chiesa di San Jacopo a Licciana Nardi, il Volto Santo è raffigurato in un dipinto nella controfacciata. Nella Pieve di Codiponte nel Comune di Casola, il Volto Santo e la sua storia sono protagonisti del Trittico del Maestro di Montefoscoli.

Lunigiana at your home #49 THE HOLY FACE IN LUNIGIANA
Lunigiana is linked to Lucca through the so-called Via del Volto Santo (the Holy Face Road), a historical pilgrimage which follows the way of the famous Crucifix of Lucca, found in the port of Luni in 8th century. According to the tradition, the imposing Crucifix was found by the Bishops of Luni and Lucca together with a cup containing the Precious Blood of Christ, still venerated and kept in the Cathedral in Sarzana. The Cross, sculpted by Nicodemo, was transported to Lucca through the mountains, to avoid the streets along the coast, because at that time they were too dangerous.
Along this way, in Lunigiana too, there are numerous representations of this sacred relic. In the church of Saint John the Baptist, in Dobbiana, in Filattiera Commune, there is a wooden crucifix very similar to the Holy Face of Lucca. In the church of San Jacopo in Licciana Nardi, the Holy Face is depicted in a painting. In the Parish Curch of Codiponte, in Casola Commune, the Holy Face and its story are the protagonists of the Triptych of the Master of Montefoscoli.


#50 OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA “COLLINE DELLA LUNIGIANA”

Se il miele è l’oro giallo di Lunigiana, non c’è dubbio su quale si a l’oro verde. Tra i vari prodotti tipici locali, la Lunigiana si distinguee anche per la qualità di un olio extravergine Toscano IGP che, proprio per le sue caratteristiche peculiari, è dotato anche di una sotto menzione “colline della Lunigiana”. Infatti, seppure la varietà di piante siano quelle tipicamente toscane, in particolare frantoio e leccino, la qualità del terreno e il microclima lo rendono, sia all’olfatto che al gusto, fruttato medio, amaro e piccante. Grazie ai suoi sapori equilibrati è capace di adattarsi a tutti i piatti tipici locali a partire dal testarolo, con il suo gusto semplice e delicato, fino a piatti strutturati a base di carne di cinghiale o capriolo. Ottimo anche per condire le erbi e le verdure selvatiche.
Fonte: www.visitlunigiana.it

Lunigiana at your home #50 OLIVE OIL “HILLS OF LUNIGIANA”

If the honey is the yellow gold of Lunigiana, no doubt about the green gold. Among the numerous typical products in Lunigiana you can find a high quality oil, the Tuscan extra virgin olive oil PGI which, for its peculiar features has also the mention “hills of Lunigiana”. Indeed, even if the variety of plants are typically Tuscan, in particular “frantoio” and “leccino”, the quality of the soil and the microclimate of Lunigiana give the oil a fruity, bitter and  spicy flavour. For this reason it is suitable for all typical local dishes, for example for the “testarolo” (typical first course in Pontremoli) with its light flavour and also for meat as wild boars and roes. Excellent also to season the herbs and the wild vegetables.