La Lunigiana a casa tua – sociali al tempo del coronavirus 41-60


La Lunigiana a casa tua continua!
L’emergenza Coronavirus che il nostro paese sta vivendo ci impone di fermarci e rimanere a casa, ma la nostra passione per la Lunigiana è sempre viva!
Per questo abbiamo pensato di portare ogni giorno un pezzo del nostro territorio a casa di ciascuno di voi , attraverso una serie di brevi testi divulgativi curati dalle nostre guide turistiche e ambientali.
In questo articolo troverete la raccolta delle puntate quotidiane da 20 in avanti, pubblicate quotidianamente sui nostri social networks.  Seguiteci ogni giorno su Facebook e Instagram!

 

#41 MONTI E LA PIEVE DI VENELIA

Ai piedi del “Monte di San Simone” su cui sorge il Castello si trova la località “Venelia”, abitata fin dall’epoca preistorica e così chiamata in epoca romana. In quest’area sono stati rinvenuti reperti di epoche diverse: non solo Statue Stele, ma anche oggetti d’uso quotidiano di epoca classica, come ceramiche e vasellame domestico. In seguito il luogo, per la sua strategicità, diventa sede di un’importante Pieve dedicata a Santa Maria. Oggi l’edificio romanico di Monti, dedicato a Santa Maria Assunta, porta i segni della trasformazione barocca: l’originale edificio a tre navate, orientato tradizionalmente est-ovest, viene ruotato in direzione nord-sud nel XVIII secolo ed è ridecorato in stile barocco. A ricordarci l’antica pieve, originaria del X secolo e citata nel 998 dal marchese Oberto II, resta soltanto l’abside romanico ancora visibile sulla parete orientale.

Foto: Matilde Ferrari

Lunigiana at your home #41 MONTI AND VENELIA PARISH CHURCH

At the foot of “San Simone Mount”, where the Castle stands, there is the place “Venelia”, inhabited from the prehistoric period and named in this way during the Roman Age. In this area finds of different epochs were discovered: not only Stele Statues, but also daily objects of the Classic  period, as ceramics and crockery. Then, the place, for its strategic position, became the seat of an important Parish Church dedicated to Saint Mary. Nowadays the Romanesque building in Monti, dedicated to Saint Mary of the Assumption, shows the Baroque transformation: the original building with three aisles, traditionally facing East-West, was changed facing North-South in 18th century and decorated in a Baroque style. Only the Romanesque apse, you can see in the eastern wall, dates back to the ancient church of 10th century and mentioned in 998 by the Marquis Oberto the Second.


#42 LA VIA VANDELLI

La Via Vandelli fu costruita a metà del Settecento dagli Estensi, per collegare Modena con il Ducato di Massa e Carrara attraverso le Alpi Apuane.
L’opera, promossa da Francesco III d’Este dopo il matrimonio tra il figlio Ercole Rinaldo e Maria Teresa Cybo-Malaspina, avrebbe consentito al Ducato estense un’unità territoriale più ampia e uno sbocco sul mare Tirreno. L’incarico di progettare ed eseguire i lavori fu affidato all’abate Domenico Vandelli, uomo di profonda cultura. Fin dal principio il lavoro di Vandelli fu arduo per via delle numerose richieste del Duca Francesco: la strada avrebbe dovuto consentire il transito di carri pesanti, utili per il trasporto dei marmi di Carrara, e avrebbe dovuto attraversare solamente le terre ducali senza collegarsi ai percorsi dello Stato lucchese e del Granducato di Toscana. I molti vincoli imposero al progettista una nuova metodologia rivolta alla realizzazione delle carte topografiche ed ideò il “sistema delle curve di livello”, chiamate in suo onore “Isoipsae Vandellis”, elementi lineari che uniscono i punti di una stessa quota, permettendo di rappresentare l’altimetria su una superficie piana.
Oggi questo itinerario rappresenta un interessante trekking storico-naturalistico attraverso il Parco Regionale delle Alpi Apuane e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.

Foto: Daniele Mastorci

Lunigiana at your home #42 VIA VANDELLI

Via Vandelli was built in the half of 18th century by the Estensi family, to link Modena with the Duchy of Massa and Carrara through the Apuan Alps.

This work, promoted by Francesco III d’Este after the wedding between his son Ercole Rinaldo and Maria Teresa Cybo Malaspina, was great because the Duchy of the Estensi family wanted a wider territory and a coastal outlet (Mar Tirreno). The task to project and execute the works was entrusted to the abbot Domenico  Vandelli, a man of great culture. From the beginning Vandelli work was difficult because of the numerous demands of the Duke Francesco: the road had to be used by wagons to transport Carrara marbles and had to go across the ducal lands only. For this reason the planner introduced a new methodology to create maps and he invented the “system of isohypses” named in his honour “Isoipsae Vandellis”, lines which join points which have the same altitude, this allows to represent the altimetry on a flat surface.

Now this itinerary represents an interesting historical- naturalistic trekking through the Regional Park of the Apuan Alps and the Tuscan Emilian Apennine National Park.


#43 PIEVE DI CODIPONTE

La Pieve di Codiponte è dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano ed è attestata fin dall’VIII secolo. L’attuale chiesa risale al periodo Romanico, prendendo il posto del precedente edificio altomedievale: il gusto romanico è riscontrabile nella facciata “a salienti” in arenaria, che presenta due contrafforti ad indicare la divisione interna delle navate. Come richiama il toponimo, si trova “a capo di un ponte” nei pressi di un attraversamento del Torrente Aulella, un luogo strategico per il collegamento della Lunigiana con la Garfagnana.
All’interno, interessanti capitelli scolpiti riportano la tipica iconografia bestiaria medievale lunigianese. Di grande interesse il Trittico del Maestro di Montefoscoli, che raffigura la storia del Volto Santo lucchese, secondo la tradizione rinvenuto a Luni. In origine, l’area della Pieve era fortificata: si attesta la presenza di una casa torre e di una torre di avvistamento situata al posto dell’abside destra.
Foto: Bernardo Ricci Armani

Lunigiana at your home #43 CODIPONTE PARISH CHURCH

Codiponte Parish Church is dedicated to the Saints Cornelio and Cipriano and it has known since 8th century. The present church dates back to the Romanesque period, the previous building was Early Medieval: the Romanesque features are in the sandstone façade, which has two buttresses to show the internal division of the aisles. As the name reminds, the church is near a bridge which crosses Aulella stream, a strategic place for the connection between Lunigiana and Garfagnana.
Inside, interesting sculpted capitals represent the typical medieval bestiary iconography of Lunigiana. The Triptych of Montefoscoli Master depicts the story of the Holy Face of Lucca, found in Luni according to the tradition.    
In the past, the area of the Parish Church was fortified: there was a tower house and a watch tower instead of the right apse.


#44 IL FIUME MAGRA

La Lunigiana è una terra ricca di acque, che scendono dai monti che la circondano e confluiscono a valle nella vera spina dorsale di questo territorio: il fiume Magra.
La sorgente del Magra si trova nell’Appennino pontremolese a 1200 m. s.l.m circa, tra i monti Tavola e Borgognone. Inizialmente ha un regime torrentizio, nell’area della Valdantena è conosciuto infatti come Magriola. Il primo affluente di grossa portata è il torrente Verde, che incontra il Magra alla fine dell’abitato di Pontremoli. Procedendo verso il mare, il fiume Magra ha creato una pianura alluvionale ricca di biodiversità, tutelata nelle Aree Naturali Protette dei Comuni di Filattiera, Licciana Nardi e Tresana.
Il legame tra il fiume e il suo territorio è stato fondamentale, non solo per la sopravvivenza dei lunigianesi nel corso dei millenni, ma anche per la sua importanza simbolica: il Magra ha rappresentato per secoli il confine politico tra i territorio dei Malaspina dello Spino Secco, alloggiati sulla sponda destra, e quelli dei Malaspina dello Spino Fiorito, sulla sinistra, con l’unica eccezione del feudo di Villafranca in Lunigiana, assegnato agli Spino Secco.
Conoscete tutti gli affluenti di questo fiume?
Foto: Farfalle in Cammino, Lunigiana World

Lunigiana at your home #44 MAGRA RIVER

Lunigiana is a land rich in water which goes down from the mountains and reaches the valley where it flows into the true spine of this territory: the Magra river. Magra source is in the Apennine at about 1200 metres above the sea level, between the mounts Tavola and Borgognone.  At the beginning, it has a torrential regime, in the Valdantena area it is known as Magriola (little river). The first affluent with a big discharge is Verde stream, which meets the Magra at the end of Pontremoli village. Continuing towards the sea, the Magra river formed an alluvial plain rich in biodiversity, safeguarded in the Protected Natural Areas of Filattiera, Licciana Nardi and Tresana Communes. The link between the river and its territory was essential, not only for the survival of the inhabitants of Lunigiana over thousands of years, but also for its symbolic importance: Magra represented for centuries the political border among the lands of the Malaspina family of the Dry Thorn (Spino Secco) along the right bank and the territories of the Malaspina of the Flowered Thorn (Spino Fiorito), along the left bank, with the only exception of the feud of Villafranca in Lunigiana, which was on the left bank of the river, but it belonged to the Dry Thorn.


#45 BAITA TIFONI

Nell’aprile 1988 il CAI di Pontremoli decide di costruire un rifugio-bivacco in località “Capanne della Rossa” quota mt. 1350, catena dell’Orsaro; con lo scopo di coprire la zona con un punto di sicuro riparo per quanti si trovassero in difficoltà specialmente nel periodo invernale e di onorare la memoria del Maestro Giulio Tifoni, socio Cai, insegnante che per anni ha educato i giovani lunigianesi all’amore per la natura e la montagna.
La ristrutturazione è stata realizzata da artigiani specializzati nel recupero edilizio di vecchi edifici e da volontari, utilizzando quasi esclusivamente materiali reperiti in loco (pietre, piagne per la copertura e la pavimentazione).
In data 07 ottobre 1990 è stato inaugurato il rifugio-bivacco “Giulio Tifoni”, oggi classificato dal CAI come punto di appoggio, sempre aperto.

Lunigiana at your home #45 TIFONI REFUGE

In April 1988, CAI (Italian alpine club) of Pontremoli decided to build a refuge-bivouac in the place “Capanne della Rossa”, at 1350 metres above the sea level. The aim was to cover the area with a shelter for people who were in difficulties especially in the winter and honour the memory of Giulio Tifoni, member of  the alpine club and a teacher, who for years taught to the young people of Lunigiana the love for nature and the mountains. The restoration was made by qualified artisans and volunteers, who used almost exclusively raw materials found on site (stones for the floors and the covering). On 7th October 1990 the refuge-bivouac “Giulio Tifoni” was inaugurated, nowadays it was classified by the alpine club as a place of support, always open.


#46 FESTA DELLA LIBERAZIONE. MERIZZO, LA COLLINA ROSSA

La Lunigiana è stata retrovia, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, della Linea Gotica. Per questo in Lunigiana, dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, cominciarono ad organizzarsi i primi nuclei di partigiani, giovani donne e uomini disposti a sacrificare la propria vita nella lotta di Liberazione nazionale. Nella zona tra Villafranca, Bagnone e Licciana operò, tra il maggio e il giugno del 1944 la Brigata 37 B, guidata dal comunista sarzanese Ernesto Parducci, che sarà scompaginata dai rastrellamenti dei primi di luglio ’44 in quella zona. A questa succede nell’autunno la Brigata Garibaldi “Leone Borrini” che prende il nome dall’antifascista lunigianese caduto nella guerra civile spagnola. Tra i fondatori si ricordano Edoardo Bassignani, conosciuto con il nome di “Ebio”, già confinato politico ed altri antifascisti di Merizzo, frazione del comune di Villafranca in Lunigiana. Nel gennaio del 1945, a pochi mesi dalla Liberazione, gli uomini della Borrini si impegnarono ad ostacolare l’attività dei reparti delle forze occupanti ed il traffico sulla Cisa, ma un reparto della Monterosa, giunto nel paese di Collesino s’impadronì di tutti i documenti della formazione. Ebio cadde in un’imboscata il 3 febbraio 1945, non potendo così assistere alla fine della guerra e alla liberazione.
Ancora oggi il territorio di Merizzo, conosciuto con il nome di “Collina Rossa”, ha segni evidenti della sua recente storia fatta di riscatto e anelito di libertà.
Fonti e foto: Istituto Storico della Resistenza Apuana – www.resistenzaapuana.it e Lunigiana World

Lunigiana at your home #46 MERIZZO: THE RED HILL

Lunigiana was backline of the Gothic line during the Second World War. For this reason in Lunigiana, after the armistice of 8th September 1943, the first partisans groups were born, young women and men who were ready to  sacrifice their own life in the fight of national Liberation. Between May and June 1944 the Brigade 37B led by the communist Ernesto Parducci (who came from Sarzana,in Liguria, not far from Lunigiana) operated in the area among Villafranca, Bagnone and Licciana, but it was object of the mopping up of the first days of July 1944 in that area. In Autumn this Brigade is replaced by Leone Borrini Garibaldi Brigade which takes the name from the antifascist , who died in the Spanish civil war. Among the founders there were Edoardo Bassignani, known with the name Ebio, who was a political internee and other antifascists of Merizzo, a place in the Commune of Villafranca in Lunigiana. In January 1945, a few months before the  Liberation, men of the Borrini Brigade interfered with the activities of the detachments and with the traffic of the Cisa Pass, but a detachment, arrived in Collesino village (near Bagnone), took possession of all documents of the formation. Ebio fell into an ambush on 3rd February 1945 and so he could not be present at the end of the war and at the liberation.
Still now Merizzo territory, known with the name Red Hill has evident marks of its recent history of  redemption and freedom. 


#47 IL PONTE DEI CHIOSI

Luogo prediletto per gli innamorati pontremolesi, questo romantico ponte coperto da una cappelletta rosa attraversa il Torrente Verde per collegare l’ingresso della Tenuta dei Chiosi con Villa Dosi Delfini. Per chi arriva dal borgo, il ponte incornicia l’ingresso monumentale della Villa creando un’affascinante gioco prospettico tipicamente barocco. Allo stesso modo, per il visitatore della Villa che getta lo sguardo verso l’esterno, il ponte rimane un importante punto di riferimento visivo. All’interno della cappelletta del ponte, un’iscrizione su una lapide marmorea ricorda il momento della sua costruzione: la struttura è datata 1705 e fu voluta da Carlo Dosi, committente e proprietario della Villa, ad uso “suo e dei suoi eredi”, come riporta la dicitura latina. Sul lato opposto, su un bassorilievo marmoreo è raffigurata la Vergine Maria ancora bambina, tenuta per mano dai genitori Gioacchino ed Anna (oggi, sul ponte è presente solo una copia: l’originale è conservato nei giardini della Villa).
Il ponte è stato restaurato negli ultimi anni dall’attuale proprietario della Villa, Nicolò Dosi Delfini.
Per maggiori informazioni, visita il sito www.villadosidelfini.it

Lunigiana at your home #47 CHIOSI BRIDGE

Favourite place for the lovers of Pontremoli, this romantic bridge covered by a little pink chapel crosses Verde Stream and connects the Chiosi Property with Villa Dosi Delfini. For people who come from the village, the bridge frames the monumental entrance of the Villa and creates a typically Baroque charming prospective game. In the same way, for the visitor of the mansion who look outside, the bridge is an important reference point. Inside the small chapel of the bridge, an inscription  on a marble plaque reminds its building period: it dates back to 1705 and the client was Carlo Dosi, the owner of the Villa, he wanted the building of this bridge for “himself and his heirs”, as written in the Latin inscription. On the opposite side, on a marble bas-relief the Virgin Mary is represented as a child with her parents Gioacchino and Anna (now, in the chapel there is only a copy: the original is in the gardens of the Villa). The bridge was restored in the last years by the current owner of the Villa, Nicolò Dosi Delfini.


#48 LA FORESTA DEL BRATTELLO

Ubicata presso l’omonimo Passo che collega Emilia e Toscana, i Comuni di Pontremoli e Borgotaro, occupa una superficie di 322 ettari , tutti nel Comune di Pontremoli. L’intera area è patrimonio indisponibile della Regione Toscana ed è gestita con delega dall’Unione di Comuni Montana Lunigiana. La Foresta del Brattello, a cavallo dello spartiacque tosco-emiliano, con andamento prevalente sud-ovest – nord-est, si estende tra il passo omonimo e il Passo del Borgallo tra le quote di 900 e 1125 (M.te Cucco) m s.l.m. E’ presente una rete capillare di percorsi segnalati che coprono l’intera superficie del complesso forestale. La Foresta è anche interessata da un tracciato che collega la rete sentieristica dell’alta Via dei Monti Liguri (A.V.) con quella relativa alla Grande Escursione Appenninica (G.E.A.). Sono presenti tre aree di sosta attrezzate con tavoli e panche ed un bivacco sempre aperto senza riscaldamento in loc. Prati del Rì.
Fonte: Unione dei Comuni Montani della Lunigiana
Foto: Lunigiana World

Lunigiana at your home #48 BRATTELLO FOREST

Brattello Forest is located on the Pass with has got the same name, which links the region Emilia Romagna with Tuscany, the Communes of Pontremoli and Borgotaro and it has got a surface of 322 hectares, all the area is in the Commune of Pontremoli. (The whole zone is a non-available asset of Tuscany Region and it is managed  with a proxy by the Union of Municipalities of Lunigiana). Brattello Forest extends in the South-West and in the North-East between the Bratello Pass and Borgallo Pass between 900 and 1125 meters above the sea level. There are a lot of marked routes which cover the whole surface of the forest. There is also a traced route which links the paths of the alta Via (high Way) dei Monti Liguri and the paths of the Apennines (Great Apennine Excursion). There are three equipped rest areas with tables and forms and a bivouac always open without heating in the place Prati del Rì. 


#49 IL VOLTO SANTO IN LUNIGIANA

La Lunigiana è collegata a Lucca dalla cosiddetta Via del Volto Santo, un pellegrinaggio storico che ripercorre il tragitto del celebre crocifisso Lucchese, rinvenuto nel porto di Luni nell’VIII secolo. Secondo la tradizione, il solenne crocifisso fu rinvenuto dai Vescovi di Luni e Lucca insieme ad una ampolla contente il Preziosissimo Sangue di Cristo, ancora oggi venerata e conservata nella Cattedrale di Sarzana. La Croce, che si dice scolpita dallo stesso Nicodemo, fu trasportata a Lucca attraverso le montagne, per evitare le vie lungo la costa, all’epoca troppo pericolose.
Lungo questo percorso, anche in Lunigiana, si trovano molteplici rappresentazioni di questa sacra reliquia. Nella chiesa di San Giovanni Battista a Dobbiana, nel Comune di Filattiera, si conserva un crocifisso ligneo che replica le fogge di quello lucchese. Nella chiesa di San Jacopo a Licciana Nardi, il Volto Santo è raffigurato in un dipinto nella controfacciata. Nella Pieve di Codiponte nel Comune di Casola, il Volto Santo e la sua storia sono protagonisti del Trittico del Maestro di Montefoscoli.

Lunigiana at your home #49 THE HOLY FACE IN LUNIGIANA
Lunigiana is linked to Lucca through the so-called Via del Volto Santo (the Holy Face Road), a historical pilgrimage which follows the way of the famous Crucifix of Lucca, found in the port of Luni in 8th century. According to the tradition, the imposing Crucifix was found by the Bishops of Luni and Lucca together with a cup containing the Precious Blood of Christ, still venerated and kept in the Cathedral in Sarzana. The Cross, sculpted by Nicodemo, was transported to Lucca through the mountains, to avoid the streets along the coast, because at that time they were too dangerous.
Along this way, in Lunigiana too, there are numerous representations of this sacred relic. In the church of Saint John the Baptist, in Dobbiana, in Filattiera Commune, there is a wooden crucifix very similar to the Holy Face of Lucca. In the church of San Jacopo in Licciana Nardi, the Holy Face is depicted in a painting. In the Parish Curch of Codiponte, in Casola Commune, the Holy Face and its story are the protagonists of the Triptych of the Master of Montefoscoli.


#50 OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA “COLLINE DELLA LUNIGIANA”

Se il miele è l’oro giallo di Lunigiana, non c’è dubbio su quale si a l’oro verde. Tra i vari prodotti tipici locali, la Lunigiana si distinguee anche per la qualità di un olio extravergine Toscano IGP che, proprio per le sue caratteristiche peculiari, è dotato anche di una sotto menzione “colline della Lunigiana”. Infatti, seppure la varietà di piante siano quelle tipicamente toscane, in particolare frantoio e leccino, la qualità del terreno e il microclima lo rendono, sia all’olfatto che al gusto, fruttato medio, amaro e piccante. Grazie ai suoi sapori equilibrati è capace di adattarsi a tutti i piatti tipici locali a partire dal testarolo, con il suo gusto semplice e delicato, fino a piatti strutturati a base di carne di cinghiale o capriolo. Ottimo anche per condire le erbi e le verdure selvatiche.
Fonte: www.visitlunigiana.it

Lunigiana at your home #50 OLIVE OIL “HILLS OF LUNIGIANA”

If the honey is the yellow gold of Lunigiana, no doubt about the green gold. Among the numerous typical products in Lunigiana you can find a high quality oil, the Tuscan extra virgin olive oil PGI which, for its peculiar features has also the mention “hills of Lunigiana”. Indeed, even if the variety of plants are typically Tuscan, in particular “frantoio” and “leccino”, the quality of the soil and the microclimate of Lunigiana give the oil a fruity, bitter and  spicy flavour. For this reason it is suitable for all typical local dishes, for example for the “testarolo” (typical first course in Pontremoli) with its light flavour and also for meat as wild boars and roes. Excellent also to season the herbs and the wild vegetables.


Lunigiana a casa tua 51-60

#51 LA STELE VENELIA V

Come si trova una Statua Stele? Molto spesso queste antichissime e preziose sculture vengono scoperte in modo accidentale e riconosciute da persone comuni durante attività agricole, manutenzioni o restauri.
E’ il caso della Stele Venelia V, uno dei ritrovamenti più recenti in Lunigiana.
Questa grande testa è stata rinvenuta il 1 marzo del 2012 a Monti di Licciana, anticamente chiamata Venelia.
Il ritrovamento è stato segnalato direttamente al Museo delle Statue Stele dopo che la testa era emersa durante lavori di aratura ed immediatamente riconosciuta dal sig. Angiolino Giumelli.
L’intervento del direttore Angelo Ghiretti e del prof. Germano Cavalli ha permesso di verificare l’autenticità del reperto che è stato immediatamente trasferito nel magazzino archeologico del Museo di Pontremoli e successivamente esposto al pubblico.
Questa splendida testa “lunata” di tipo B è databile al IV-III millennio a.C. e mostra il tipico volto ad U accompagnato da 2 piccole coppelle che indicano forse le orecchie.
Sul volto e il collo della stele Venelia V restano anche alcuni profondi graffi lasciati come “cicatrici” dall’aratro subito prima del suo fortunoso ritrovamento.
Foto: Francesco Bola, Angelo Ghiretti e Museo delle Statue Stele

How do you find a Stele Statue? Very often these ancient and precious sculptures are discovered in a fortuitous way and identified by ordinary people during agricultural activities, maintenances and restorations.
It is the case of the Stele Venelia V, one of the most recent findings in Lunigiana.
This large head was discovered on 1st March 2012 in Monti di Licciana, formerly named Venelia.
The finding was directly reported to the Stele Statues Museum, the head came out during the ploughing and immediately recognized by Angiolino Giumelli.
The intervention of the museum director Angelo Ghiretti and the professor Germano Cavalli allowed to verify the authenticity of the find which was immediately moved to the archaeological storeroom of the museum in Pontremoli and afterwards it was displayed to the public.
This splendid “half moon” head belongs to the group B and it dates back to the 4th-3rd millennium B.C. and it has the typical U-face with two small cupels which are maybe ears.
In the face and in the neck of Stele Statue Venelia V there are also deep marks left like “scars” by the plough just before its finding.


#52 FESTA DEI LAVORATORI: I MURI A SECCO DELLA LIGURIA DI LEVANTE

Il muro a secco è un particolare tipo di muro costruito con blocchi di pietra opportunamente disposti senza l’uso di alcun legante. Oltre a contraddistinguere il paesaggio ligure, lunigianese e italiano e ad avere una funzione contenitiva e di delimitazione confinaria, i muretti a secco costituiscono anche un ‘importantissima nicchia ecologica.
Il muretto a secco, innalzato con le pietre tolte dal terreno, assume un rilevante ruolo ambientale poiché rappresenta un vero e proprio “corridoio ecologico” che permette la veicolazione di una microfauna ricca di insetti, piccoli rettili ed anfibi che operano spontaneamente, in modo sinergico all’agricoltura umana, al mantenimento di un ambiente sano e privo di parassiti. Gli interstizi ne divengono dimora e nascondiglio. In loro corrispondenza si crea un microclima particolare, favorevole alle piante mediterranee che possono così, grazie alla maggiore disponibilità idrica, superare la crisi estiva. La ricchezza maggiore di specie botaniche si ha proprio tra le fessure delle pietre ricoperte da muschi e licheni, veri pionieri della complessa ed affascinante vita che pulsa nel muro a secco. Nel 2018 questa antica tecnica di costruzione è stata iscritta dall’Unesco nella lista dei Patrimoni immateriali dell’Umanità. Foto: Giulia Marsigli

Lunigiana at your home #52 DRY WALLS
The dry wall is a particular kind of wall built with block of stones appropriately arranged without binders. The dry walls are a feature of the landscape in Liguria, in Lunigiana and in Italy, they have a support and a border function and they are a very important ecological niche.
The dry wall, made with stones, has a relevant environmental role because it represents a true ecological corridor which allows the conveyance of a micro fauna rich in insects, little reptiles and amphibians which work spontaneously to maintain a healthy environment without parasites together with man-made agriculture. The interstices of the walls are house and hiding place for the micro fauna. In these walls there is a particular microclimate, favourable for Mediterranean plants which can get over the summer thanks to a wider water supply. A greater richness in botanic species is among the stones fissures covered by mosses and lichens, true pioneers of the charming life in the dry wall.
In 2018 this ancient building technique was entered by Unesco on the list of the intangible World Heritages.


#53 LA PIEVE DI SANTO STEFANO DI SORANO

La pieve di Santo Stefano di Sorano a Filattiera è uno dei monumenti medievali più importanti della Lunigiana. Il ritrovamento di reperti preistorici  (ben 7 statue stele e sepolture liguri a cassetta) e gli scavi archeologici di una “mansio” (fattoria)romana utilizzata tra il I e il IV secolo d.C. ci raccontano che l’area in cui sorge la chiesa fu utilizzata fin dall’antichità.  Nell’alto-medioevo Filattiera fu un importante insediamento militare bizantino, come ci ricordano la citazione del Kastron Soreon da parte del geografo bizantino Giorgio Ciprio e la celebre l’Epigrafe di Leodegar (752 d.C.). La Pieve di Sorano è citata al partire dal secolo XII (la fonte più antica è del 1149 d.C.) in tutti i principali documenti legati alla Diocesi di Luni e vive il suo periodo di massimo splendore fino al secolo XIV, quando inizia un lungo periodo di declino e abbandono.
L’aspetto attuale è frutto di complesse  campagne di scavi e restauri , che hanno permesso di individuare le tracce di una chiesa più antica sotto l’attuale e di ripristinare l’aspetto originario della pieve, riaperta al culto  in occasione del Giubileo del 2000.
L’edificio a pianta basilicale con tre navate è realizzato con ciottoli di fiume non squadrati e messi in opera con abbondante malta; l’interno è sobrio ed essenziale, scandito da grandi archi a doppia ghiera che poggiano su pilastri rotondi con brevissimi capitelli incisi.
La parte più interessante della pieve sono le tre absidi, realizzate con una decorazione architettonica su diversi livelli di profondità, che risente di influenze del romanico lombardo e pisano.
Il campanile, forse nato come struttura difensiva, è collegato alla chiesa ma rappresenta un elemento a sé stante. All’interno della pieve sono ancora oggi conservate due statue stele originali (Sorano I e Sorano V).

Lunigiana at your home #53 SORANO PARISH CHURCH

Santo Stefano Parish Church of Sorano, in Filattiera, is one of the greatest medieval monuments in Lunigiana. The finding of seven prehistoric monuments (Statue Stele) and Ligurian burials and the archaeological digs of a Roman “mansio” used between 1st and 4th century A.D. witness the area of the church was inhabited since ancient times.
In the Early Middle Ages Filattiera was an important Byzantine military settlement, as the quotation of Kastron Soreon by the Byzantine geographer Giorgio Cipro and the famous Leodegar Epigraph (752 A.D.) remind.
Sorano Parish Church is mentioned beginning from 12th century (the most ancient source dates back to 1149A.D.) in all the main documents of Luni Diocese and lives its heyday until 14th century when a long period of decay and neglect starts.
The present look derives from complex archaeological digs and restorations, which found traces of a most ancient church under the present building and allowed to restore the original look of the church, reopened to the cult on the occasion of the Jubilee in 2000.
The building has a basilican plan with a nave and two side aisles, it was made with not squared river pebbles and a lot of mortar; the interior is simple and essential, with large arches which rest on rounded pillars with engraved capitals.
The most interesting part of the parish church are the three apses, made with an architectural decoration having different depth levels which shows traces of Lombard and Pisan Romanesque.
The clock tower, maybe built as a defensive structure, is next to the church but it represents a distinctive element. Inside the church there are two original Stele Statues (Sorano I and Sorano V). 


#54 MOSTRUOSE BELLEZZE: CERAMBICIDI

Camminando nei boschi le attività di osservazione naturalistica possono essere molteplici: foglie, cortecce, segni di animali, tane, suoni, fiori, funghi… e insetti, naturalmente. Nella complessità della classificazione di questi animali, non sempre particolarmente attraenti se non per i più esperti ed appassionati, tra i Coleotteri troviamo la famiglia dei Cerambici. Possono attrarre l’attenzione anche dei meno appassionati perché decisamente molto vistosi, spesso con delle lunghe corna che li rendono facilmente riconoscibili. Nei boschi di Lunigiana e nel Parco Nazionale dell’ Appennino Tosco-Emiliano, sicuramente il più delicato e superbo è la Rosalia Alpina, di non così facile ritrovamento. Quello che invece mostrano le fotografie è uno di quelli più facili da trovare nel periodo primaverile: Morimus asper.
Lo potete osservare vicino a cataste di legna, mucchi di rami accatastati nel bosco, legna marcescente, questo perché i cerambici sono litofagi(si nutrono di vegetali) e le larve molto spesso xilofaghe (cioè si nutrono di legno). Questi insetti quindi, assieme ad altri con dieta simile, si occupano della decomposizione del legno morto, restituendone così i componenti all’ambiente che sono disponibili per la crescita di una nuova generazione di alberi o delle piante del sottobosco.
Quindi aguzzate l’occhio nelle passeggiate nel bosco e cercate di scoprire la “mostruosa” bellezza dei cerambicidi.
Ricordiamo che il PNATE ha intrapreso, tra i vari progetti, anche  “EREMITA LIFE 14 NAT/IT/000209” che si propone di assicurare la conservare di popolazioni residuali di 4 specie di invertebrati: due specie di insetti saproxilici – scarabeo eremita odoroso e rosalia alpine.

Lunigiana at your home #54 MONSTRUOS BEAUTIES: LONGHORN BEETLES (CERAMBYCIDAE)

Walking in the woods you can observe numerous things: leaves, barks, animal trails, burrows, sounds, flowers, mushrooms…and of course insects. These animals are not always particularly attractive, they are loved by experts, because they know their importance in the nature. Their classification is not easy; among the Coleoptera, we find the family of Longhorn Beetles which can draw people’s attention because they often have long horns and for this reason easily recognizable. In the woods in Lunigiana and in Tuscan Emilian Apennine National Park the finest and the most magnificent beetle is the Rosalia longicorn (Alpine longhorn beetle), not so easy to find. The Beetle you can see in the photos is the easiest to see in the spring, it is named Morimus Asper.
You can observe it near woodpiles, branches heaps in the wood, rotting wood, this because the longhorn beetles eat vegetables and the larvae eat wood. These insects together with others with have a similar diet, are responsible for the decomposition of died wood, in this way they give back the environment its components, useful for the growth of another trees generation or for brushwood plants.
Therefore take a closer look during the walks in the wood and try to discover the “monstrous” beauty of Cerambycidae.
The Tuscan Emilian Apennine National Park has a project, named EREMITA LIFE 14 NAT/IT/000209,  which assures the conservation of four invertebrates species: two species of saproxylic insects: Osmoderma eremite (beetle) and Rosalia longicorn.


#55 PONTE DEL GIUBILEO

Il ponte del Giubileo, ultimo guado per ricostruzione, congiunzione tra Imoborgo e Castelnuovo, ha una notevole rilevanza storica: originariamente in legno, come ipoteticamente tutti gli altri ponti pontremolesi, potrebbe identificarsi in quel “pons tremulus” legato al toponimo del borgo. In epoca medievale viene riedificato più volte, in pietra, a seguito dei danni relativi alle innumerevoli piene del fiume Magra. Il ponte, solo inizialmente coperto da una beccheria, presentava una struttura a due campate; dopo la rovinosa alluvione del 1732 che demolì anche l’adiacente oratorio della Madonna del Ponte, venne riproposto ad una sola arcata. Un nuovo episodio alluvionale porterà alla costruzione di una passerella in ferro; infine, dopo ulteriori trasformazioni e i bombardamenti delle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale, verrà ricostruito in cemento armato. Storia recente è l’edificazione dell’attuale ponte in cemento armato rivestito in pietra che per aspetto riprende una delle precedenti strutture.

didascalia delle fonti:

  1. Archivio di Stato di Massa, sez. di Pontremoli, Disegno a corredo di un’istanza degli abitanti delle vicinie di S. Colombano e S. Cristina, 1707, Antico Comune
  2. Archivio di Stato di Massa, sez. di Pontremoli, Serie Corrispondenza, 1732, Antico Comune
  3. Archivio di Stato di Massa, sez. di Pontremoli, Progetto di un ponte in ferro sul fiume Magra presso la chiesa di Nostra Donna, 1868, cat, 10.2.1 Lavori Pubblici

Lunigiana at your home #55 JUBILEE BRIDGE

The Jubilee bridge is the last ford to be rebuilt, it is a link between Imoborgo (the lowest part of Pontremoli village) and Castelnuovo (another part of the hamlet) and it has a remarkable historical significance. Originally it was a wooden bridge, like hypothetically all the other bridges in Pontremoli and it could be identified as the “pons tremulus” (trembling bridge) connected with the name of the hamlet. During Middle Ages, it was reconstructed a lot of times, but with stones, after the damages of the numerous floods of the river Magra. The bridge had a two-span structure; then the violent flood in 1732 destroyed the adjoining Oratory of Madonna of the Bridge, so the bridge was rebuilt with an only one span. After another flood it was constructed an iron footbridge; finally after further transformations and the bombings of German troops during the Second World War it will be rebuilt with reinforced concrete. It belongs to recent history the construction of the current bridge with reinforced concrete covered with stones which is very similar to one of the previous structures.


#56 CERVI

Sbucando da un bosco e affacciandoci silenziosi su una radura potremmo cogliere di sorpresa un capriolo mentre bruca l’erba. Ci siederemo allora ad osservarlo mentre mangia e, sospettoso, alza ripetutamente e d’improvviso la testa sensibile ad ogni più lieve rumore. Momenti che possiamo vivere solo se ci muoviamo lentamente e timidamente nell’ambiente naturale, sperimentando avventure inaspettate, avventure che, in questo periodo di tranquillità, vivono proprio i selvatici quando timidamente esplorano gli spazi antropizzati, in una sorta di avventura urbana. Molti sono però gli animali che oggi non possiamo più scorgere tra le fronde dei nostri boschi, perché da noi allontanati nel passato, ma uno di questi potrebbe far presto ritorno anche in Lunigiana, si tratta del Cervo rosso. Un imponente ungulato, il più grande della fauna italiana, dal candido mantello estivo bruno, i cui maschi superano i 200Kg di peso. Animale affascinante, che vi raccontiamo in questo breve video.

Lunigiana at your home #56 DEERS

Coming out from a wood and overlooking a glade we could see a roe, which is grazing the grass. We will sit to observe it while it is eating and it raises over and over again its head, because it is suspicious and sensitive to every noise. These are moments we can live only if we move slowly in the natural environment, we can experiment unexpected adventures whose protagonists, during this period of calm, are the wild animals when they shyly explore the anthropized places in a sort of urban adventure. But nowadays we cannot notice a lot of animals among the fronds of our woods, because in the past they were sent out, but one of these animals could soon return in Lunigiana: the Red Deer. It is an imposing ungulate, the largest animal in Italian fauna, with a clean brown coat; the males weigh  more than 200 kg. The red deer is a fascinating animal, watch the video. 


#57 SPINETTA MALASPINA IL GRANDE

Spinetta Malaspina “Il Grande” fu certamente uno dei membri di spicco della stripe che governò la Val di Magra dal medioevo all’età napoleonica. Malaspina dello Spino Fiorito, la sua carriera politica e militare lo portò in molte città del centro e del nord Italia: Reggio nell’Emilia, Verona, Parma, Pisa. In Lunigiana, nonostante i territori fosdinovesi e fivizzanesi non siano ancora sottoposti al controllo della famiglia  Malapina, si occupa delle faccende legate a Fosdinovo e Fivizzano fin dai primi decenni del Trecento: la presenza di Spinetta Malaspina, è attestata a Fosdinovo fin dal 1308. Svolge compiti giurisdizionali e militari, e nel 1340 acquisisce i diritti nobiliari fosdinovesi, compreso il castello che è finalmente Malaspiniano. A Fivizzano, sottrae il dominio della Verrucola dei Bosi ai Lucchesi nel 1312. Nel suo testamento, lasciò importanti disposizioni per la sepoltura, che voleva “onorabili arca marmorea”: non si tratta del monumento equestre in foto, certamente posteriore e voluto dai suoi successori a scopo celebrativo. L’opera, conservata al Victoria and Albert Museum di Londra, proviene da Verona ed è attribuita a Piero di Niccolò Lamberti, Antonio da Firenze e Giovanni di Martino da Fiesole.

Lunigiana at your home #57 SPINETTA MLASPINA “THE GREAT”

Spinetta Malaspina “The Great” was surely one of the leading members of his family, the Malaspina family of the Flowering Thorn, who ruled Magra Valley until the Napoleonic age. He lived in many towns of the central and northern Italy like Reggio Emilia, Verona, Parma and Pisa thanks to his political and military career. In Lunigiana, despite the territories of Fosdinovo and Fivizzano are not under the Malaspina family, Spinetta takes care of the affairs linked to Fosdinovo and Fivizzano beginning from the first years of the 14th century: Spinetta Malaspina was in Fosdinovo since 1308. He carries  out jurisdictional and military tasks  and in 1340 he acquires the noble rights in Fosdinovo, included the castle  which belongs now to the Malaspina. In Fivizzano in 1312, Spinetta conquers the Verrucola dei Bosi, which belonged to Lucca. In his will, he wrote important provisions for his burial, he wanted a marble monument: it is not the equestrian monument in the picture, which is surely later and wanted by his successors to celebrate him. The  work, preserved in  Victoria and Albert Museum in London, comes from Verona and it is attributed to Piero di Niccolò Lamberti, Antonio da Firenze e Giovanni di Martino da Fiesole.


#58 BOZI DI SAUDINO

Capita che ambienti antropizzati, talvolta degradati dall’abbandono delle attività lavorative umane e situati in zone commerciali o industriali, diventino aree naturalistiche: nuove zone di insediamento per animali, percorsi nel verde per attività ludico-sportive, dalle semplici passeggiate al birdwatching.
È questo il caso sul territorio dei “Bozi di Saudino” una zona umida di origine artificiale dovuta ad un’attività estrattiva di ghiaia e argilla che oggi ci regala una seria di laghetti in un’area pianeggiante percorsa da itinerari per facili escursioni.
Quest’area è all’interno del Parco Regionale Naturale di Montemarcello Magra, tra strade ad alto traffico veicolare e una grande area commerciale periferica alla cittadina di Sarzana.
Nel tempo, la rinaturalizzazione del sito ha permesso una crescita dell’avifauna, non solo di passaggio nel corridoio biologico della Magra, ma anche di nidificazione, creando un interessante luogo di osservazione. Se ancora non li conoscete, appena sarà possibile andateci a passeggiare munendovi di binocolo per osservare anatre, aironi e tantissimi altri uccelli nel loro “nuovo” ambiente naturale.

Lunigiana at your home #58 BOZI DI SAUDINO

Sometimes anthropized environments, which are degraded by the abandoning of work activities and situated in places surrounded by commercial or industrial areas, become naturalistic sites, new zones of settlement for various animals, ways in the green for play-sport activities, walks and bird watching.
This is the case in Lunigiana of the zone Bozi di Saudino, a wet artificial area, used for a mining activity of gravel and clay, which nowadays offers a place with little lakes in a flat area for easy excursions.
This site is inside the Natural Regional Park of Montemarcello Magra and it is a surprise because it is near roads with a lot of traffic and near a big shopping centre. Over the years the naturalization of the area allowed an increase of the birdlife, of nest-building and so it is an interesting observation place. If you don’t know this site, go there, as soon as you can, for a walk with binoculars to observe ducks, herons and many other birds in their “new” natural environment. 


#59 IL PASSO DEL VALORIA

Nel luglio 2011 veniva scoperto un antico valico d’età romana alla Sella del Valoria (m 1224 slm), due km ad est della Cisa (m 1041 slm), sul massimo crinale appenninico tra Parmense e Lunigiana. Le tre campagne di scavi condotte da Angelo Ghiretti per ISCUM-Genova hanno permesso di identificare, direttamente sulla sella di valico, un’area sacra frequentata in età romana repubblicana e tardoimperiale-tardoantica, priva dunque di testimonianze legate ai primi tre secoli dell’impero. Tale circostanza è legata probabilmente ad uno spostamento del percorso verso l’attuale Passo della Cisa, che i ritrovamenti monetali suggeriscono essersi verificato  in periodo augusteo e durato fino a quando la crisi economico-militare del III secolo, con l’assenza di manutenzione, dovette causare l’abbandono delle strutture di cui quel tracciato doveva essere dotato e il ritorno all’utilizzo della pista di crinale del Valoria, dagli inizi del IV secolo fino alla calata longobarda.  L’area sacra sulla Sella si caratterizza per un insieme di piccole fossette votive contenenti la moneta da offrire al dio pro itu et reditu, ingraziandosi così il buon esito del viaggio di andata e ritorno. I materiali rinvenuti, oltre seicento reperti d’età romana tra cui 316 monete, offrono nuovi spunti di ricerca sul percorso della romana Parma – Luni.
Testo e foto del Dott. Angelo Ghiretti.

Lunigiana at your home #59 VALORIA PASS

In July 2011 it was discovered an ancient pass of Roman age: Sella del Valoria (1224 m above the sea level), 2 km east of Cisa Pass (1041 m above the sea level) on the highest Apennine ridge between the area of Parma and Lunigiana (the northern part of Tuscany). The three archaeological digs led by Angelo Ghiretti for the History Institute of tangible culture (ISCUM)- Genova allowed to identify, directly on the pass, a sacred area attended during Roman republican Age and late Imperial-late antique period, without witnesses of the first three centuries of the Empire. This circumstance is probably connected with a change of the way towards Cisa Pass; thanks to the finding of coins we can say this change happened in the Augustan Age and lasted until the 3rd century when the economic-military crisis caused the neglect of the buildings of that way and people started to use again Valoria Pass from the beginning of the 4th century until the Lombard descent. The sacred area on the Valoria is characterised by little votive “holes” containing the coin to offer to the god, people asked the protection for their journey. The discovered materials , more than 600 findings of the Roman Age, including 316 coins, give new incentives of research on the roman way Parma-Luni.


#60 MONTEREGGIO, IL PAESE DEI LIBRAI

Montereggio è il paese dei librai. Qui sono nate ed hanno cominciato la loro attività le maggiori famiglie di librai italiani ed europei. Circa un secolo fa partirono da qui con la “Gerla” sulle spalle e iniziarono a portare e vendere libri in tutta Italia, Spagna e Francia. Facevano gli ambulanti e vendevano sulle bancarelle. Successivamente alcuni avviarono librerie vere e proprie, altri divennero editori ed espansero la loro attività fino all’America Latina. I Librai di Montereggio 67 anni fa diedero vita a quello che sarebbe diventato uno dei premi letterari più ambiti in Italia, il “Premio Bancarella”. Oggi Montereggio, “Paese dei Librai” è diventato “Paese del Libro” inserendosi nel circuito europeo delle Book-town. È un centro dedicato al libro e all’editoria: librerie, esposizioni di libri vecchi e antichi, oggetti di antiquariato e artigianato, prodotti alimentari locali, stampe e quadri.

Lunigiana at your home #60 MONTEREGGIO, THE BOOKSELLERS VILLAGE

Montereggio is the booksellers village. Here the greatest families of Italian and European booksellers started their activity. About a century ago they leave from Montereggio with the “pannier” on their back and they started to sell book all over Italy, Spain and France. They were pedlars and had the bookstalls. Afterwards some of them opened bookshops, others became publishers and expanded their activity as far as South America. Sixty- seven years ago Montereggio booksellers set up one of the most loved literary prizes in Italy, named “Premio Bancarella”. Nowadays Montereggio is “the Village of the book”, because it is in the European project of  the Book-town. It is a centre dedicated to the book and the publishing: bookshops, exhibition of ancient books, antique trade and handicrafts, local food, prints and paintings.