La Lunigiana a casa tua -Sociali al tempo del coronavirus / 61-70


La Lunigiana a casa tua continua!
L’emergenza Coronavirus che il nostro paese sta vivendo ci ha imposto grandi cambiamenti, ma la nostra passione per la Lunigiana è sempre viva!
Per questo abbiamo pensato di portare ogni giorno un pezzo del nostro territorio a casa di ciascuno di voi , attraverso una serie di brevi testi divulgativi curati dalle nostre guide turistiche e ambientali.
In questo articolo troverete la raccolta delle puntate quotidiane da 60 in avanti, pubblicate sui nostri social networks.  Seguiteci ogni giorno su Facebook e Instagram!


VARANO E LA PALA DI ANGELO PUCCINELLI #61

Varano è un piccolo centro nell’alta valle del Taverone, posto strategicamente sull’antica Via dei Linari. In passato fu sede della Podesteria estense nella vallata, dal 1411 fino alla Rivoluzione francese. All’interno del borgo si trova la chiesa romanica di San Nicola, arricchita da un antico fonte battesimale in pietra arenaria e un polittico del 1394 del pittore lucchese Angelo Puccinelli, raffigurante la Madonna tra San Nicola e Santa Lucia da una parte e San Michele e Sant’Agostino dall’altra. Questa opera d’arte, una delle più rappresentative della Lunigiana, reca la seguente iscrizione ANGELUS PUCCINELLI PINX[it]. A.D. M.CCC.L.XXXX.IIII e probabilmente proviene dalla chiesa lucchese di S. Michele in Foro.

Nella parte alta del paese si può ancora vedere l’imponente torre campanaria, anticamente torre di avvistamento del castello.

VARANO AND PUCCINELLI’S ALTAR PIECE #61

Varano is a little village in the highest part of Taverone river valley, it is in a strategic place, along the ancient  Via dei Linari, which still links Tuscany and Emilia Romagna through Lagastrello Pass. It was ruled by the Estensi from 1411 until the French Revolution. Inside the village there is the Romanesque church dedicated to San Nicola, enriched by an ancient sandstone baptismal font and a polyptych painted in 1394 by the painter Angelo Puccinelli from Lucca. It represents the Virgin Mary with the Infant Jesus between San Nicola and Santa Lucia on the left side and San Michele and Sant’ Agostino on the right side. This work of art, one of the most representative in Lunigiana, bears this following inscription: ANGELUS PUCCINELLI PINX[it]. A.D. M.CCC.L.XXXX.IIII and probably it comes from the church S. Michele in Foro in Lucca.In the highest part of the village we can see the imposing bell tower, which in the past  was the watchtower of the castle.


LA PIEVE DI SANTA MARIA ASSUNTA DI CRESPIANO #62

Lungo il corso del torrente Taverone, in prossimità dell’abitato di Comano, si erge solitaria la Pieve di Santa Maria Assunta di Crespiano, una delle più importanti pievi della Lunigiana Storica. Come indica una lapide murata all’interno della sagrestia, la pieve subì una ristrutturazione nel 1079 ad opera dal maestro costruttore Ottone assumendo l’aspetto romanico di cui conserva ancora tracce nella serie degli archetti pensili sulle pareti laterali. Nel corso della storia la chiesa ha subito diversi rifacimenti e ristrutturazioni che ne hanno mutato l’aspetto originario. All’interno della pieve è ancora presente un antico fonte battesimale in pietra arenaria ed è conservata una bellissima maestà marmorea, anticamente posta sulla strada principale che da Licciana Nardi conduceva a Comano.

THE PARISH CHURCH OF ST MARY OF THE ASSUMPTION IN CRESPIANO #62

Along the stream Taverone, near the Comano village, you find the Parish Church of St Mary of the Assumption in Crespiano, one of the most important churches in the Historical Lunigiana. The church was renovated in 1079 by the building master Ottone, we know this thanks to a plaque in the sacristy. With this renovation it becomes a Romanesque church, as you can see in the hanging arches on the side walls. In time the church was renovated and transformed a lot of times, for this reason the original aspect was different. In the church there is an ancient sandstone baptismal font and a very beautiful marble Majesty, that was in the past along the main road which from Licciana went to Comano.


IL CASTELLO MALASPINA DI TERRAROSSA #63

Ubicato lungo la Via Francigena, il castello di Terrarossa sorge sulla sponda destra del torrente Civiglia. Il maniero fu una delle più imponenti residenze malaspiniane e venne realizzato su di uno schema quadrilatero, il medesimo adoperato probabilmente dal marchese Fabrizio Malaspina  per la costruzione del castello di Pontebosio. Le proporzioni del castello di Terrarossa appaiono, al confronto con quello di Pontebosio, imponenti e la fabbrica di Terrarossa è talmente grande che il marchese ed i suoi successori non riescono a portarla a termine lasciando incompiuti diversi elementi architettonici tra i quali alcuni baluardi. Il castello occupa una superficie di circa 1.250 metri quadrati per un complesso di 43 vani. Attualmente ospita la Biblioteca Naturale “Albino Fontana”, un punto informazioni turistiche e un punto tappa della Via Francigena, Inoltre il Castello è sede di rassegne culturali ed enogastronomiche come Olea Lunae e il Premio Lunigiana Storica. 

MALASPINA CASTLE IN TERRAROSSA #63

The castle of Terrarossa is along the Via Francigena, on the left bank of the stream Civiglia. The building was one of the most imposing residences of Malaspina family and it has a four-sided structure, which was used probably by the Marquis Fabrizio  Malaspina for the building of the castle in Pontebosio too. The proportions of the castle in Terrarossa are, in comparison with those of Pontebosio, stately and the building of Terrarossa is so big that the marquis and his successors do not  finish the construction, for example some architectonical elements are unfinished. The castle has a surface of about 1,250 square meters and 43 rooms. Nowadays inside the Castle there is the Natural Library “Albino Fontana”, a tourist information point and it is a leg of the Via Francigena. It is also a seat of cultural and wine-and-food events as Olea Lunae and the Premio Lunigiana Storica.


I GESSI DI SASSALBO #64

I gessi di Sassalbo sono costituiti da antichissime rocce evaporitiche risalenti al Triassico superiore (200 milioni di anni fa). Queste rocce sono composte da gesso e da sale depositati dall’evaporazione dell’acqua all’interno di grandi lagune dell’antico mare di Tetide. La particolarità dei gessi di Sassalbo è che essi inglobano rocce metamorfiche, frammenti del basamento cristallino continentale su cui si sono depositate le evaporiti. La solubilità di queste rocce determina la presenza di doline, come quelle presenti sui prati di Camporaghena, dove i gessi entrano in contatto con l’arenaria macigno, vera e propria “spina dorsale” del crinale tosco-emiliano.

TESTO: ANDREA GRECI, escursioni in Lunigiana. 

SASSALBO GYPSUMS #64

Sassalbo gypsums are very ancient evaporite rocks which date back to the Late Triassic (200 million years ago). These rocks are composed of chalk and salt deposited by the evaporation of water in big lagoons of the ancient Tetide sea. Sassalbo gypsums incorporate metamorphic rocks, fragments of the continental crystal basement on which the evaporites settled. The solubility of these rocks causes the presence of doline, as those of Camporaghena meadows, where there are the gypsums and the sandstone, the true “backbone” of the Tuscan-emilian ridge.


SCORANO – VILLA PAVESI NEGRI #65

La villa sorge sulle pendici del monte Codolo, posizionata su un pianoro esposto a sud-est e circondata da un fitto castagneto.
Fu edificata nella prima metà del settecento (1711-1740 circa) per volere dei fratelli Paolo, Francesco e Giuseppe Pavesi, che affidarono l’impresa a Giovanni Battista Natali e ad Antonio Contestabili, negli stessi anni impegnati nella ristrutturazione del palazzo di famiglia in città. La caratteristica più evidente della villa è la grande attenzione riservata alle raffinate e spettacolari forme barocche del giardino, ancora oggi perfettamente conservato, cui corrispondono l’essenzialità della struttura abitativa.
La villa è disposta su due livelli, con porticati sovrapposti che danno accesso al livello superiore alle sale di rappresentanza e camere padronali, al livello inferiore ai locali di servizio.
L’austerità e la sobrietà della casa padronale esaltano, per contrasto, la ricchezza inventiva e decorativa del grande giardino, ideato secondo i canoni e gusti del tempo: dal livello inferiore caratterizzato dal raffinato ninfeo, si sale attraverso una doppia scala a quello superiore, uno spazio quadrangolare circondato da mura e balaustre ed ornato da siepi di bosso sempreverde, fontane, statue, mascheroni e, nella bella stagione, grandi limoni.
Uno spazio affascinante e raffinato in cui convivono, tenuti assieme da una sapiente regia architettonica, il fascino della natura e il gusto scenografico del settecento.

SCORANO – VILLA PAVESI NEGRI #65

This mansion stands on the slopes of Monte Codolo, surrounded by a deep chestnut grave. It was built in the first half of 18th century (about 1711 – 1740), thanks to the will of the brothers Paolo, Francesco and Giuseppe Pavesi, by Giovanni Battista Natali and Antonio Contestabili, who, in the same years, were restoring the palace of Pavesi family in the old town.
The main feature of the villa is the attention for the Baroque refined shapes of the garden, still now perfectly kept, instead the house is simple. The villa has got two floors, with arcades which give access to the upper floor where there are the great halls and the bedrooms, instead at the ground floor there are the utility rooms. The sobriety of the mansion intensifies the decorative richness of the great garden, which follows the style of that time: from the lowest level, characterised by the refined nymphaeum, we reach the upper level climbing double stairs, which is quadrangular and surrounded by walls and balconies and decorated with hedges of evergreen box, fountains, statues, mascarons and big lemons in spring and summer. A refined area, where the charm of nature and the scenographic taste of 18th century coexist.


IL BORGO MURATO DI FILETTO #66

Filetto è un bellissimo borgo attraversato dalla Via Francigena che ha origini bizantine. Lo stesso toponimo, simile a quello di Filattiera, sembrerebbe derivare dal termine greco Filakterion: luogo fortificato sul confine tra i territori bizantini e longobardi. Il borgo fece parte dei possedimenti dei Malaspina di Malgrate dal 1351 fino alla cessione del feudo alla Camera Ducale di Milano e alla famiglia cremonese degli Ariberti, avvenuta nel XVII secolo. Nel borgo è ancor oggi apprezzabile l’impianto originario strutturato in forma quadrilatera e difeso da quattro torri cilindriche. Il primo nucleo venne adattato a residenza fortificata e in seguito esteso, con ripetuti interventi fino al XVII secolo. Nel borgo si può accedere attraverso due porte monumentali, e all’interno sono ancora visibili la Chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, il Palazzo dei Marchesi Ariberti, e il Convento dei Frati Ospitalieri, vero e proprio ospitale lungo la Via Francigena.

FILETTO: THE WALLED VILLAGE #66

Filetto is a very nice hamlet crossed by Via Francigena and has Byzantine origins. The place name is similar to Filattiera and seems to derive from the Greek word Filakterion: fortified village on the border between the Byzantine and Lombard areas. The hamlet belonged to the Malaspina’s possessions of Malgrate since 1351 until the sale of the fief to Milan and then to the Ariberti family of Cremona in the 17th century. In the past the village had a quadrilateral shape and was protected by four cylindrical towers, then it became a fortified mansion ad was enlarged until the 17th century. In the hamlet there are two majestic gates, the church dedicated to the Saints Filippo and Giacomo, the Marquis Ariberti’s Palace and the Convent of the Friars, a place where pilgrims could stop and stay overnight along the via Francigena.


LA FONTANA MEDICEA DI FIVIZZANO #67

Ubicata al centro della Piazza Medicea, la fontana è indiscutibilmente uno dei simboli della città di Fivizzano. Fortemente voluta da Ferdinando II De Medici nel 1639, fu realizzata dopo ben quarantaquattro anni e conclusa dal figlio Cosimo III. Lo scopo principale era quello di portare acqua potabile all’interno del borgo. I fondi per la realizzazione di questa opera pubblica provenivano dalla gabella degli stracci, una tassa relativa  all’importazione di tessuti e stoffe provenienti dalla Pianura Padana e destinate al mercato genovese. La fontana, costruita in pietra arenaria tipica dell’Appennino settentrionale, è ornata da delfini realizzati in marmo bianco di Carrara.

THE MEDICEAN FOUNTAIN IN FIVIZZANO #67

The fountain is in the middle of the Medicean Square and is one of the main symbols of Fivizzano town. The building of the fountain began under the reign of Ferdinando the Second De Medici in 1639, but the works ended after 44 years under the reign of Cosimo the Third, Ferdinando’s son. The main aim was to bring drinking water in the village. The money to fabricate this fountain came from a tax concerning the import of  cloths from Padana Plain to the Genoese market. The fountain, assembled with sandstone of the northern Apennine, is decorated with Carrara white marble dolphins.


MUSEO ARCHIVIO DELLA MEMORIA DI BAGNONE #68

Nato nel 2004 il Museo Archivio della Memoria di Bagnone approfondisce i temi della storia culturale e naturale del territorio bagnonese, raccogliendo ed esponendo storie, documenti e immagini della vita della civiltà rurale Lunigianese. Il Museo è suddiviso in due sezioni, una didattica – Multimediale dedicata al Novecento presso la Sala del Consiglio in Piazza Roma, una documentale presso l’Archivio Storico, nel Palazzo della Cultura in Piazza Marconi. Il museo è aperto negli stessi giorni e orari

HISTORICAL ARCHIVE MUSEUM IN BAGNONE #68

This archive museum was founded in 2004 with the aim of gathering historical documents, tales and images of the rural society of Lunigiana. It’s divided into two sections: the multimedia section dedicated to the 1900s which is located in the town hall rooms in Piazza Roma; the archive situated in the Palazzo della Cultura in Piazza Marconi.


FORTEZZA DELLA BRUNELLA DI AULLA #69

La Fortezza della Brunella è un’imponente fortificazione che domina la città di Aulla, costruita su uno sperone roccioso alla confluenza del fiume Magra ed Aulella. La struttura, perfettamente conservata in seguito ai restauri del XX secolo, si presenta come esempio di ingegneria militare rinascimentale tipicamente Toscana, si tratta infatti di una delle prime fortificazioni militari costruite in Lunigiana a seguito dell’introduzione delle armi da fuoco tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. La fortezza ospita nelle sue sale il Museo di Storia Naturale della Lunigiana.

BRUNELLA FORTRESS IN AULLA #69

Brunella Fortress is an imposing fortification which dominates the town of Aulla, it was built on a rock at the confluence between Magra and Aulella. The structure, perfectly preserved after the renovation during the 20th century, is an example of Renaissance military engineering, it is one of the first fortresses built in Lunigiana after the introduction of the fire weapons between the end of the 15th and the beginning of the 16th century. In the rooms of the fortress you can visit the Natural History Museum of Lunigiana.



I CEDRI DEL LIBANO DI VILLA DOSI DELFINI #70

I Cedri del Libano di Villa Dosi Delfini incorniciano magnificamente l’ingresso di questa dimora barocca. Piantati nel 1863 in occasione della nascita di uno dei membri della famiglia Dosi Delfini, i due cedri sono alberi monumentali. Durante la Seconda Guerra Mondiale furono “cimati” durante uno scontro aereo che vide contrapposte le forze occupanti naziste e le forze alleate. Questa mutilazione fece si che da qual momento le piante smisero di crescere in altezza e svilupparono impressionanti ramificazioni.

THE LIBANON CEDARS OF VILLA DOSI DELFINI  #70

The Libanon cedars of Villa Dosi Delfini frame in a magnificent way the entrance of this Baroque mansion. They were planted in 1864 for the birth of one of the members of the Dosi Delfini family. During the Second World War the trees were trimmed because of an air battle between the Nazis and the Allies. From that moment, the plants do not grow anymore but they develop impressive ramifications.